Impianto fotovoltaico in azienda. Siamo sicuri che sia un buon investimento?

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Durante la nostra attività incontriamo sempre più spesso imprenditori che vorrebbero agire sulla riduzione dei costi energetici aziendali ma faticano a comprendere se il fotovoltaico è un buon investimento.

Prima di ragionare direttamente sull’intervento in oggetto preferisco fare alcune considerazioni a livello generale sul compito dell’imprenditore e sulla conduzione della sua attività ai giorni nostri.

E’ indubbio, che le ultime due decadi abbiano ridefinito in ambito imprenditoriale le metodologie di conduzione aziendale e il controllo dei costi ha assunto un’importanza fino a poco tempo fa sconosciuta a molti imprenditori appartenenenti a mondo delle piccole e medie imprese. Una delle principali voci di costo in azienda è il comparto energetico che assume un peso sempre più importante in quanto gravato da accise e tassazioni ormai preponderanti rispetto alla materia energia.

La riduzione progressiva della marginalità e i gravami fiscali sensibilizzano sempre più l’azienda ad agire sulla componente di costo. Ci concentriamo qui sul comparto elettrico che per alcune realtà pesa in modo sostanziale.

Come tutti i costi aziendali van suddivisi tra costi fissi e costi variabili.

In materia elettrica vi è una porzione di energia acquistata a prescindere dal volume di produzione e una fetta di energia direttamente legata ai volumi. I costi fissi sono quelli sui quali è opportuno agire con massima solerzia in quanto incidono sul bilancio in modo indipendente dall’andamento delle vendite.

I secondi ovviamente incidono sulla marginalità di prodotto e a volte sono quelli il cui peso è maggiore. I primi se contenuti portano un vantaggio alla solidità aziendale che riesce ad attutire meglio le contrazioni e le crisi, mentre i secondi contribuiscono a migliorare il rendimento aziendale tramite una marginalità di prodotto più alta, generando eventualmente anche una maggiore disponibilità ad investimenti futuri.

Un assunto sul quale vanno basate tutte le considerazioni successive è che ad oggi, senza incentivi economici diretti sulla produzione (come il vecchio conto energia di qualche anno fa) l’energia prodotta dall’impianto deve essere il più possibile consumata dall’azienda immediatamente, quindi autoconsumata e non immessa in rete poiché li viene valorizzata poco. In tal modo l’effetto contabile è immediato con una secca riduzione della bolletta elettrica.

Partendo dal presupposto che vi siano le condizioni tecniche per installare il fotovoltaico, i dubbi sulla bontà dell’investimento generano nell’imprenditore una serie di domande assolutamente fondate.

1° domanda che si pone un imprenditore è:

Conviene investire sul fotovoltaico in azienda?

La domanda è molto generica e la risposta non sempre è un semplice si o no. Molti imprenditori legano la risposta al tempo di ammortamento dell’investimento, il famoso pay back time, ma in realtà questo parametro non è il solo da considerare, anzi per un’azienda che fa ricorso al credito non è nemmeno corretto parlare di tempo di ammortamento dell’investimento. La risposta corretta si formerà grazie alle successive domande che analizzeremo.

Un’altra domanda molto spesso ricorrente è:

Qual è la dimensione corretta dell’impianto fotovoltaico per la mia azienda?

La dimensione dell’impianto fotovoltaico in azienda in prima istanza richiede l’analisi degli spazi disponibili, dei luoghi di installazione e dell’idoneità tecnica della copertura o delle superfici scelte per la posa del fotovoltaico.

Poiché nessuna azienda ha spazi infiniti spesso il principale problema è proprio legato alla dimensione dell’impianto raggiungibile sugli spazi a disposizione. E’ quindi opportuno valutare la percentuale di copertura del fabbisogno energetico annuo con diverse soluzioni. In molti casi una soluzione più performante come ad esempio i moduli ad alte performance della Sunpower da 345 o 360 Wp possono risultare, sebbene unitariamente più costosi, ma anche più interessanti in quanto generano una quantità di energia annua anche superiore al 40% nella stessa unità di spazio occupata rispetto ad una soluzione più a buon mercato con moduli da 270 wp.

A parte la considerazione degli spazi disponibili e della potenza raggiungibile e quindi della quantità di energia producibile dall’impianto fotovoltaico, una regola fondamentale per ottenere una redditività alta dell’investimento senza incentivi e con una considerazione relativa del contributo di scambio sul posto è quella di superare una percentuale di autoconsumo interna annuo di energia prodotta dal fotovoltaico almeno pari al 70%. Questo significa che almeno il 70% dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico viene immediatamente consumata da sito produttivo e quindi viene risparmiata sulla bolletta elettrica.

Questa regola attiva anche la considerazione fatta pocanzi sulla copertura dei costi fissi energetici aziendali, perché il fotovoltaico ha in grande pregio di coprire i consumi continui e indipendenti dalla produzione aziendale.

Spesso l’imprenditore a conti fatti pensa che una percentuale di copertura da parte del fotovoltaico bassa (20-30%) dei consumi aziendali non renda interessante l’investimento.

La risposta a questa considerazione è legata a quanto detto sopra, una azienda particolarmente energivora ha tipicamente consumi molto più alti di quanto un fotovoltaico possa produrre a livello annuo, spesso gli spazi non consentono impianti importanti e questo scoraggia l’imprenditore a deliberare un impianto fotovoltaico.

In realtà più i consumi sono alti e costanti nel tempo, più l’impianto fotovoltaico è in grado di performare perché tutta, o comunque una percentuale molto alta di energia, viene immediatamente consumata dall’azienda e contabilmente vissuta come un risparmio economico. Quindi la performance ratio economica dell’impianto è sicuramente più alta per una realtà con percentuali di copertura del fabbisogno molto basse che una con percentuali di copertura alte. E’ altresì pensabile che una realtà molto energivora possa risentire meno del peso dell’investimento rispetto a una realtà più contenuta in termini di dimensioni e sia quindi più propensa ad un investimento che comunque ha una resa alta.

Molte sono le domande che abbiamo analizzato per arrivare a stabilire quali possono essere i nodi nevralgici che un imprenditore si pone prima di investire su un impianto fotovoltaico in azienda.

Alcune di queste potrebbero essere:

Quanto dura il fotovoltaico?
Ci sono delle agevolazioni che contribuiscono a migliorare le performance dell’investimento?

A queste e a molte altre domande risponderemo nel prossimo articolo che stiamo redigendo.

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