Rimborso energia da fotovoltaico: riduzione costante del contributo

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sonnenBatterie 10 e la sonnenFlat 1500
10 Ottobre 2019

Partiamo da presupposto che il rimborso dell'energia da impianto fotovoltaico avviene grazie allo scambio sul posto.
Probabilmente questo termine non è ben chiaro a tutti, e non sono ben chiari i meccanismi per cui avviene il rimborso dell'energia.


Cosa si intende con il termine "scambio sul posto"?

Lo scambio sul posto è il contratto che frequentemente nel passato i possessori di impianti fotovoltaici stipulavano con il GSE al fine di ottenere un rimborso chiamato contributo in conto scambio relativo all’energia immessa in rete dal proprio impianto fotovoltaico di produzione.

Anche oggi si continua a stipulare questo tipo di contratto in parallelo alle altre iniziative incentivanti quali la detrazione fiscale del 50%.
In realtà il contributo in conto scambio copre con il suo valore una quantità di energia pari all’energia immessa annualmente in rete fino alla concorrenza di quella prelevata dalla rete ( energia scambiata con la rete).

La filosofia di fondo del contributo è quello di rimborsare l’energia che l’impianto fotovoltaico immette in rete ma solo per una quantità pari a quella effettivamente consumata dall’utente e quindi prelevata dalla rete.

L’eccesso di energia immessa in rete, cioè quella oltre il valore del prelievo viene considerata come un eccesso e viene valorizzata al solo valore della quota energia a valori borsistici. Inoltre va segnalato che questa eccedenza, dovrebbe essere tassata poiché si configura come un reddito derivante dalla vendita dell’energia.

E’ possibile altresì mantenere il credito nei confronti del GSE relativo al valore di questa energia immessa in eccesso in rete affinchè esso possa essere utilizzato in futuro.


Come viene calcolata la quota del rimborso dell'energia?

In passato, e alcune aziende ancora oggi, considerano lo scambio sul posto e la rete nazionale come una batteria “virtuale” in grado di ricompensare economicamente il proprietario dell’impianto fotovoltaico per quell’energia che non è riuscito subito a consumare (autoconsumo) ma che ha immesso in rete e poi ha riprelevato ad esempio in ore notturne o serali.

Vediamo ora perché tale considerazione un tempo poteva essere valida ma oggi lo è sempre meno e le prospettive indicano come sarà sempre più necessario trovare una soluzione che sostituisca lo scambio sul posto in modo più proficuo.

Il motivo principale è che il contributo in conto scambio non ha un valore fisso e definito ma è frutto si una formula che rimborsa parte dei servizi di vendita (quota energia e dispacciamento), le componenti variabili per DTM (distribuzione, trasmissione e misura) e gli oneri generali.
Il tutto è calcolato sulla parte di energia “scambiata con la rete”.

Una delle considerazioni importanti da fare è che a parità di energia scambiata, maggiore è il prelievo annuale, maggiore è il prezzo pagato, maggiore la quota del rimborso che viene rimborsata con lo Scambio sul Posto.

Inoltre alcune componenti variabili si differenziano per tipo di utenza (ad esempio bassa tensione, media tensione, alta tensione), per tipo di tariffa (utenze residenza, utenze illuminazione, ecc), ma anche per quantità di energia prelevata.

Come sono cambiati in rimborsi negli anni?

Vediamo ora come sono cambiati in rimborsi negli anni grazie ad una analisi effettuata dal portale mysolarfamily.com che in tale occasione ringraziamo per analiticità:

Testo integrale del portale:
"Abbiamo preso in considerazione tre impianti fotovoltaici domestici con potenza differente e in parti d’Italia diverse: il primo da 3kW installato a Varese, il secondo da 6 kW installato a Lucca e il terzo da 4,5 kW installato a Bari. Sono le taglie di Fotovoltaico più comuni localizzate al Nord, Centro e Sud Italia che permettono un’analisi ed una proiezione quanto più veritiera ed affidabile possibile. Tutti e tre gli impianti presentano prelievi ed immissioni di energia elettrica molto stabili: questo aspetto è importante per poter valutare in modo adeguato le variazioni del contributo di scambio negli anni."


Tab.1: scambio, prelievi e immissioni per gli impianti presi in esempio:

Vediamo subito i risultati e spieghiamo a cosa sono dovute le variazioni:

Tab. 2: valore economico del contributo di scambio espresso in €/kWh per gli impianti dell’esempio

È evidente che il contributo di Scambio sul Posto ricevuto è effettivamente diminuito in tutti i casi esaminati.

Nel dettaglio: Varese ha riportato una diminuzione del contributo di Scambio sul Posto di circa 7,1 centesimi di Euro per ogni kWh di energia scambiato, mentre su Bari si riscontra una diminuzione di 3,4 centesimi.

Ciò vuol dire che il proprietario dell’impianto fotovoltaico di Varese nel 2018 ha percepito 7 centesimi in meno rispetto a quanto percepiva nel 2015 per ogni kWh scambiato con la rete. In pratica in valori annuali ha ricevuto 128 Euro in meno.

Come indicato dal testo si arriva a registrare una riduzione del contributo pari al 35% in alcuni casi dal 2015 al 2018 e le prospettive legate alla riforma tariffaria sviluppata dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) per il 2019 e il 2020 lasciano pensare a ulteriori riduzioni.

Come TUTELARSI da questa costante svalutazione?

Con queste prospettive, nella pianificazione di un intervento fotovoltaico o ancor più di sistema di accumulo su impianto fotovoltaico già esistente conviene sempre più non contare sullo scambio sul posto come elemento dirimente o componente economica finanziaria dell’investimento.

Anzi, il suggerimento è quello di integrare il più possibile nella struttura dei consumi domestici elementi in grado di massimizzare l’autoconsumo con l’obiettivo di immettere in rete la minore quantità di energia possibile e di conseguenza prelevarne il meno possibile.

Ricordiamoci quindi che oggi l’energia in prelievo ha un valore che oscilla tra i 0,20 €/kwh e i 0,26 €/kwh in ambito residenziale mentre lo scambio sul posto rimborsa circa 0,10 €/kwh in riduzione prospettica nel tempo avvicinandosi sempre più al mero rimborso della quota energia pari oggi a 0,03/0,04 €/kwh.

In caso di limitata possibilità di modifica del comportamento energetico sarebbe opportuno ipotizzare l’implementazione di un sistema di piattaforma energetica completa di accumulo come quella qui descritta (link), portando il valore dell’autoconsumo energetico o meglio ancora dell’indipendenza energetica a valori compresi tra il 75% e il 100%.

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Il contributo di Scambio sul Posto è diminuito. Prendiamo in esame tre singoli casi di impianti fotovoltaici e verifichiamo l’andamento dal 2012 ad oggi.

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